Sono stata una danzatrice ed un'insegnante di danza.
Ho una formazione come ballerina classica e contemporanea con maestri di chiara fama, italiani e stranieri.
La fotografia è una passione lontana, scoperta a quattordici anni quando sono entrata per la prima volta in
una camera oscura. Studiavo già danza e così è rimasta a margine anche se maturavo il desiderio di provare a
raccontare la mia verità sul mondo che vivevo.
Essere una danzatrice significa diventare strumento del racconto della vita attraverso il corpo in quell’emozione
irripetibile in cui senti che forza mente e anima stanno tutte sulla stessa linea in un’alchimia inafferrabile.
La danza, come il teatro, mette in scena la vita, per questo mi affascina fotografare la scena.
Esserne stati attraversati insegna ad affinare lo stato percettivo del sentire, e questo ti rimane per sempre.
Non ho scelto di lasciarla, è accaduto perché la vita spesso ha disegni diversi da quelli che speriamo, ma adesso
so che perderla è stata una straordinaria opportunità per scavare ancora dentro di me e rinascere altrove.
La fotografia ha ricucito lo strappo e tutto quello che sono stata adesso entra in gioco con una inaspettata intensità.
Nel bene e nel male, le mie foto sono me stessa.
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17 luglio 2015 WALL STREET INTERNATIONAL
Chi mi conosce sa della mia proverbiale distrazione da cose che potrebbero essere fondamentali, il nome di una persona e soprattutto il suo ruolo, la sua professione....zero, io sono zero, mi lascio trasportare da quello che sento, niente di piu. E così una sera a cena con amici, una donna accanto a me, parliamo, un feeling immediato, una beatitudine a inseguire e scambiarci il senso delle cose. Poi di getto, "ti va se scrivo un articolo su di te?" Attimo di panico... Lei è una giornalista, non l'avevo capito. Un articolo su di me? Come potrebbe esserle chiaro quello che perfino io ancora stento a mettere a fuoco? Eppure sento che non c'è distanza tra il nostro sentire, mi sembra di conoscerla da sempre, di avere già attraversato i suoi spazi interiori, i suoi silenzi, la distanza del suo sguardo che riesce a proiettare ben oltre tutto... Un articolo su di me, diico di si. Continuo a guardare la luce dei suoi occhi, la libertà del suo pensiero, il non essere imbrigliata in nessun pregiudizio. Oggi è uscito l'articolo, solo una conferma a quello che era chiarissimo:
per esprimere intensità ed emozione devi averla dentro, come la bellezza, e allora, che tu possieda una macchina fotografica, una penna, uno strumento musicale, la tua ricerca negli altri può essere dettata solo da quello che possiedi e che quindi sai riconoscere. Francesca Joppolo ha una sensibilità rara, questa volta la foto l'ha scattata lei, al volo con la stessa velocità con cui un fotografo deve chiudere in un'immagine un racconto. E' proprio vero che non è mai lo strumento a guidarti, ma l'anima.
Le belle persone le trovi sul tuo cammino e lo capisci in una frazione di secondo che sono lì perché tu le possa incontrare.
A voi l'articolo che Francesca Joppolo ha voluto dedicarmi.
Incontro con Rosellina Garbo

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Rosellina Garbo
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